San Valentino lo sapevate che …

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Nell’Antica Roma a metà febbraio era usanza celebrare i Lupercalia, feste di radice arcaica legate al ciclo di morte e rinascita della natura, alla sovversione delle regole e alla distruzione dell’ordine per permettere al mondo e alla società di purificarsi e rinascere. Queste feste erano accompagnate da vari rituali, mascherate, cortei, e giornate in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con l’intento di innescare un processo appunto di rinascita rimettendo in atto il caos primigenio. Parte di queste manifestazioni ritualistiche è sopravvissuta fino a oggi, mediata dalla morale cristiana, nelle tradizioni del Carnevale. Alcune pratiche arcaiche della fertilità prevedevano che le donne di Roma si sottoponessero ai colpi vibrati da gruppi di giovani uomini armati di fascine di rami. Attraverso le frustate di questi uomini, “regrediti” alla condizione ancestrale e divina della sessualità libera, impersonata dal dio agreste Fauno-Luperco, le donne ricevevano una benedizione che ne propiziava la fertilità. Questi riti furono definite deplorevoli già nel tardo Impero Romano e furono bandite dai papi cristiani. Fu il papa Gelasio I a istituire una festività dedicata all’amore, in questo caso romantico e privo di riferimenti espliciti alla sessualità nel solco della tradizione biblica associandola idealmente alla protezione del santo Valentino. Il tratto più caratteristico della festa di san Valentino è lo scambio di “valentine“, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengono spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, rispetto al Natale. La tradizione dei biglietti amorosi oggi diventa secondaria rispetto allo scambio di regali, come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli.

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